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I blog sono destinati a finire? | Luglio 2017

I blog sono destinati a finire? | Luglio 2017

LUGLIO 2017 – La fine dei blog è vicina? Questo è uno degli argomenti principali degli articoli dei blogger in questo periodo.
Infatti, ne hanno parlato, o meglio scritto in molti. Ora lo faccio anche io.

Non so se lo sapete, qualche settimana fa un noto giornale ha pubblicato un articolo in cui parlava della presunta, e sottolinerei presunta, fine dei blog, prendendo come esempio la decisione del Wall Street Journal di chiudere otto dei suoi blog più seguiti (sull’economia, l’arte, lo spettacolo…) e del New York Times di non aggiornare più City Room.
Da lì è partita una sequela di articoli sull’argomento.

Considerato che non tutti ne conoscono la storia, mi piacerebbe, prima di tutto, spiegarvi che cos’è un blog e come nasce.
Nel caso ve lo stiate chiedendo, ho fatto ricerche anche su Wikipedia, che riporta la seguente definizione:

Nel gergo di internet, un blog è un particolare tipo di sito in cui i contenuti vengono visualizzati in forma anti-cronologica (dal più recente al più lontano nel tempo).
In genere il blog è gestito da uno o più blogger che pubblicano, più o meno periodicamente, contenuti multimediali, in forma testuale o in forma di post, concetto assimilabile o avvicinabile ad un articolo di giornale.

Questa sorta di diario virtuale nasce nel 1997 quando Dave Winer sviluppò il primo software che ne permetteva la creazione. Lo stesso anno venne aperto il primo vero blog che era una lista di link, come una sorta di motore di ricerca. Tra il 2002 e il 2007 i blog hanno avuto un periodo molto fortunato, perchè considerati come nuovo metodo di comunicazione rivoluzionario. Dal 2009 si parla di crisi del blog, in quanto sostituito in parte dal boom dei social network (tipo Facebook).

Un breve riassunto, ma descrive in parole povere la storia del diario virtuale.
L’autore dell’aritcolo da me citato all’inizio di questo post, parte dal presupposto che i giovani non leggono più, quindi tizio e caio hanno chiuso alcune delle loro piattaforme virtuali e siamo giunti alla fine del blogging.
In sostanza l’articolo dice quello. Vi sfido a dire che non è vero.
Quello che ha fatto scattare la mia molla, è il discorso affrontato in modo estremamente superficiale.
Trascuriamo il fatto che diano la colpa ai giovani di tutto, tanto il mito è già sfatato da tempo, e concentriamoci piuttosto sui reali motivi per cui blog così famosi chiudano.
Il presunto giornale, a mio parere, non l’ha fatto.

Perchè i blog sono in crisi? Proviamo ad analizzare il problema

Dopo anni di successo i blog hanno un periodo, veramente lungo, di crisi.
Però, questo basta per affermare che siano destinati a finire? No.
Anzi, sono destinati a mutare nel tempo. Un po’ come tutte le cose.
Non esiste più il classico blog, inteso come diario virtuale dove io scrivo e tu leggi, piuttosto io scrivo e nessuno legge.
Ciò non vuol dire che i blogger, amatoriali o esperti che siano, non abbiano più nulla da dire, solamente fanno più fatica a farsi conoscere sul web.

i blog sono destinati a finire
Se pensate che un blogger debba solamente creare contenuti, non avete capito granchè.
Magari fosse solo così. Anzi, più sei piccolo, più devi lottare con unghie e denti per emergere in questo enorme settore, dove ci sono milioni di blog di tutti i generi.
Oggi dove il mondo dei social network, che usiamo tutti, ha reso la comunicazione molto più veloce e immediata, un blog è obbligato a trovare soluzioni diverse per pubblicizzarsi e deve nessariamente interfacciarsi con i social.

Cosa deve fare un bravo blogger? Dovreste chiederlo ad un esperto del settore, sarebbe meglio.
In ogni caso, considerando che vago nella blogosfera da qualche anno, proverò a scrivere quattro/cinque punti essenziali per farsi conoscere sul web.
Ecco cosa deve fare un bravo blogger:

scrivere contenuti interessanti e approfonditi: qualunque sia il tema di cui scrivere, evitate banalità, temi ripetitivi e orrori ortografici;

saper gestire il tempo: cosa pubblicare e quando, aggiornare le pagine social, informarsi continuamente…;

conoscere la SEO: sapere come posizionarsi bene sui motori di ricerca utilizzando determinate parole chiave e non solo (puoi approfondire la questione in questo articolo di My social web);

interfacciarsi con i social: ti danno la possibilità di ampliare il pubblico dei tuoi lettori, di aggiornarli con foto, di condividere contenuti interessanti di altri blog, dare spunti (dovresti leggere questo articolo di Blondywitch);

studiare, studiare, studiare: non si finisce mai di imparare e gestire un blog non è certamente facile, perchè richiede conoscenze legate a numerosi ambiti oltre il tema che si tratta (marketing, gestione del sito…).

Ecco, queste sono più o meno le cose che un bravo blogger deve saper fare, ma per ritornare all’argomento dell’articolo soffermiamoci sulla prima, sicuramente la più importante: scrivere contenuti interessanti e approfonditi.
Se tale tematica  fosse stata trattata in quell’articolo, magari avremmo potuto leggere un contenuto migliore.
Quando ho letto l’articolo, la prima cosa che mi sono chiesto è se avesse senso dare la colpa ai giovani della chiusura di un blog. Ovviamente no.
Prima di addossare responsabilità, sarebbe meglio analizzare i motivi per cui quello che scriviamo non viene più letto da qualcuno.

Ovviamente bisogna tener conto di determinati fattori (come il target di riferimento), ma è essenziale capire se i nostri sono contenuti interessanti, approfonditi e grammaticalmente corretti oppure no.
Bisogna fidelizzare il lettore. Come? Scrivendo buon contenuti.
Se supponiamo che blog di rilevante importanza siano riusciti a posizionarsi sui social e a ottenere un numero cospicuo di fedeli lettori, il problema non può che essere il contenuto.

Certamente non sono io che posso dire a blog professionali dove sbagliano, sto solo cercando di analizzare esternamente il problema.
Quindi, qualora i nostri articoli siano poco interessanti, bisognerà lavorare su quella strada.

I blog sono veramente destinati a finire?

Concordo che in qualche modo l’avvento, ormai da un decennio, dei social network abbia in qualche modo sostituito il ruolo dei blog. Però se di blogger professionisti ce ne sono ancora e, tra alti e bassi, riescono a continuare questo percorso lavorativo, un motivo ci sarà.
Hanno saputo adeguarsi. Sono quelli sempre un passo avanti agli altri, che non si lasciano spaventare dalle novità, che quindi utilizzano Facebook, Youtube, Instagram come mezzi per ampliare il proprio pubblico e farsi conoscere meglio.

i blog sono destinati a finire
Social network

Un blogger che si interfaccia oggi in questo ambiente deve tener conto di migliaia di fattori, tra cui quelli che ho elencato prima, per riuscire in qualche modo a far emergere il proprio lavoro.
Io non penso che i blog siano destinati a finire, assolutamente no. Come detto prima, dovranno cambiare e lo stanno già facendo.
Forse parlerò da persona affezionata a questo mondo, al mondo della scrittura.
Sono convinto che finchè ci sarà qualcuno che ha qualcosa da dire, i blog non spariranno mai.
Invece di continuare a lamentarsi che i giovani leggono meno i blog, bisogna cercare un motivo perchè siano attratti a leggere ciò che scriviamo.

Probabilmente non tutti avranno successo, compreso io, e il target di riferimento non sarà più quello giovanile, ma sono sicuro che deteriminate menti che capiranno come cambiare e perchè farlo, riusciranno sicuramente ad emergere.
Mantenere e gestire un blog è sempre più difficile: ci vuole costanza, tempo e sacrifico.
Però, accipicchia (non posso usare altri termini per rafforzare il concetto), se siete bravi e capaci, un modo per farvi conoscere lo troverete.

La fine dei blog è vicina? Anche no.

Voi cosa pensate di questo scottante argomento? Fatemelo sapere nei commenti.
Domenico





2 thoughts on “I blog sono destinati a finire? | Luglio 2017”

  • Ho letto con attenzione il tuo post. Io bloggo dal 2013 e da due anni ho visto nascerne di tutti i tipi e colori ma quelli che si sono veramente distintive che mi hanno colpita tra migliaia qui in italia sono davvero pochini. . la personalità manca. E io cerco questo. Oltre a un minimo di professionalità requisito fondamentale manca la personalità a tanti blog destinati a finire o a rimanere in un cantuccio.

    • Esatto, manca la personalità. Ormai si basa tutto sul copiare gli altri, quando in realtà si dovrebbe trarre ispirazione per creare un “prodotto” personale e unico. Imparare dagli altri, non copiare.
      I blog che seguo li conto sulla punta delle dita… e la maggior parte sono di nicchia. Purtroppo sono piccoli blog, anche se meriterebbero di più.

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