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Finalmente ci siamo! Eccomi con la prima intervista del 2019 di “Made in creativity”. Ultimamente sono in fissa con i capi e gli accessori artigianali.
In particolare, con gli artigiani che realizzano un prodotto a partire dalla stampa fino alla lavorazione degli ultimi dettagli.

Daniela Monasterio | Danilla bag

Questa volta l’intervista è veramente una chicca, lasciatemelo dire.
Da oggi cercherò di raccontarvi storie sempre più speciali, con domande sempre più approfondite e magari anche qualche video.
Il mio scopo è scoprire insieme a voi storie di vita, storie di stilisti e artigiani che sono partiti dal nulla, riuscendo a ritagliarsi un piccolo spazio nel fashion solo grazie alle proprie forze.
In questa articolo vi parlo di una donna, madre e artigiana, che si divide tra lavoro e vita privata, vissuti entrambi all’insegna della semplicità.
Nel corso degli anni numerose cose sono cambiate e Daniela ha cambiato strada nel suo percorso di vita.
Così ha messo da parte pile di scartoffie per dar libero sfogo alla sua creatività.
Da lì ha iniziato a lavorare con tessuti di recupero e pelle in concia vegetale a cui ridare linfa vitale attraverso le stampe.

Non voglio dilungarmi troppo, preferisco che scopriate le sue creazioni attraverso le sue parole.
Vi lascio all’intervista.

Ciao Daniela. Parlaci un po’ di te e dei tuoi studi.
Quando e perché hai capito che la carriera come architetto non era
la scelta giusta per il tuo percorso?

Mi chiamo Daniela Monasterio, architetto di studi e artigiana per la vita, mi piace definirmi così. Vivo a Pescara dove mi sono laureata in architettura e intrapreso l’attività di libera professione per poi capire che quella non era la mia strada, il mio lavoro era fatto solo di perizie, file agli uffici e un disegno tecnico fatto al computer diventato piatto in tutti sensi.
Mi mancava da morire la parte creativa che non sempre la professione di architetto ti riesce a dare.

Nel mentre è nato mio figlio e da lì ho riscoperto la mia vera natura. E’ iniziato tutto per gioco, una borsa per me, una per le amiche, per le amiche delle amiche, fino a capire che se volevo potevo farne un lavoro. Ci sono voluti anni e la consapevolezza di creare qualcosa di diverso, qualcosa con una caratteristica ben diversa come utilizzare tessuti stampati a mano da me, da quel momento Danilla ha iniziato a crescere in modo costante.

Hai seguito qualche corso per imparare l’arte di cucire le borse?
È stata lunga la strada per arrivare al livello a cui sei ora?

Sono cresciuta con mia nonna, non era una sarta ma con la macchina da cucire riusciva a fare di tutto e io ero sempre li accanto a lei ad osservare, ho imparato così.
Poi la voglia di realizzare quello che avevo in testa mi ha aiutato ad andare avanti, a provare e sbagliare per poi imparare. Questo lavoro ti porta su una strada molto lunga, difficilmente si arriva in alto, per adesso preferisco godermi il viaggio e credo che il bello sia proprio questo.

Cos’è Danilla bag?

Danilla è un micro brand indipendente che autoproduce borse, zaini e accessori realizzati in tessuto stampato a mano. Ma non è solo un prodotto finito, è anche un modo di essere, di affrontare la vita,  soprattutto la quotidianità con semplicità, in modo etico e sostenibile.

Un aspetto che caratterizza le tue borse è la lavorazione.
Puoi spiegarci come nasce un tuo prodotto?

La caratteristica più importante è proprio data dal fatto che tutti i tessuti sono stampati a mano da me seguendo la tecnica del block printing: intaglio delle lastre in materiale plastico che poi diventeranno le mie matrici per la stampa su tessuto.
Una volta pronti i pannelli di stoffa stampata si procede con la confezione della borsa, compresa la lavorazione delle piccole parti in vera pelle a concia vegetale.
Tutte le lavorazioni avvengono sotto lo stesso tetto.

C’è un modello di borsa a cui sei particolarmente affezionata e che
vorresti diventasse un “must have” del tuo marchio?

Di sicuro lo zaino, con cui ho fatto un grande passo avanti, lui rappresenta l’essenza di tutto il mio lavoro: semplicità, forme pulite e comodità.

Come mai la scelta di mettere in secondo piano le collezioni e
dedicarti principalmente alle richieste di modelli unici da parte dei
clienti?

Perché credo che l’essenza della artigianato sia proprio questa, creare pezzi unici o al massimo serie limitate a pochi pezzi. Io do la possibilità di scegliere e attualmente manca proprio questo sul mercato vista la grande voglia di distinguersi dalla massa.
Le mini collezioni che propongo servono solo di aiuto alle clienti per far vedere materialmente la resa finale della borsa perché non tutte riescono ad immaginarla.

Tessuti riciclati ed ecologici, packaging biodegradabile…
Come mai questa scelta all’insegna dell’ecosostenibilità?

La natura è la mia prima fonte d’ispirazione il minimo che posso fare è rispettarla.
Per questo i tessuti provengono da fine serie, rimanenze di magazzino. I colori sono ecologici a base d’acqua ma con una super resa. La vera pelle è a concia vegetale quindi lavorata senza prodotti chimici. Il packaging tutto in carta, facile da riciclare ma ancora meglio se riutilizzato.

Se non è perfetto, è sicuramente fatto a mano.

Daniela

I pezzi artigianali non possono, giustamente, avere sempre un prezzo competitivo.
Per quale motivo una donna dovrebbe scegliere un prodotto di tale nicchia? E in particolare uno dei tuoi?

Sicuramente la produzione artigianale non può competere con le grandi catene o il fast fashion ma comunque si può essere concorrenziali.
Io per esempio ho deciso di non avere rivenditori in Italia, le borse vengono vendute esclusivamente sul mio sito oppure agli eventi dal vivo. Saltare questo passaggio aiuta a non far salire troppo i prezzi, anche perché il mio lavoro non punta al lusso ma ad una quotidianità consapevole.
Le donne che scelgono le mie borse lo fanno perché vogliono qualcosa di diverso, fuori dai circuiti della moda, qualcosa che parla di sostenibilità, con uno stile ben definito e riconoscibile, qualcosa che rimanda al design nordico e che racconta un sogno che con tanto impegno può diventare realtà.

Nei tuoi social hai citato la frase “Tutto dovrebbe essere reso più semplice possibile, ma non semplicistico”.
Cosa significa per te? Ha valore anche nel tuo lavoro?

Come spesso succede, soprattutto per un artigiano, vita e lavoro sono quasi sempre la stessa cosa, è difficile chiudere la porta del laboratorio e dire ci penso lunedì.
Quella frase negli ultimi due anni è diventata il mio mantra: mi aiuta nella gestione del lavoro, nelle scelte da fare, quando sei sola a gestire tutto oltre ad essere organizzata devi aver ben in mente come vuoi portare avanti il tuo lavoro, su quali basi fondarlo ed essere coerente.
La semplicità mi aiuta anche nella vita privata, cerco di vivere più serenamente ma con consapevolezza.
Ma è d’obbligo precisare che semplice è molto diverso da semplicistico, perché la società di adesso è appunto semplicistica: vuole tutto, subito e in modo facile.

Ci sono progetti futuri per Danilla? Come la produzione di borse da uomo?

Il progetto più grande per adesso è quello di continuare su questa strada ma vorrei tanto creare una linea home.
Una produzione dedicata alla clientela maschile per adesso non è tra i mei progetti ma non si sa mai.

Dopo possiamo trovarti per acquistare le tue creazioni?

Mi potete trovare sul mio sito www.danillabag.it con all’interno uno shop e la newsletter.
Sono anche su facebook e instagram come danillabag dove è possibile seguire quotidianamente le attività artigianali.

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