Chi non risica non rosica.
Rosica e risica, risica e rosica.
Insomma, per ottenere qualcosa ti devi impegnare e devi avere il coraggio di rischiare. Questo è poco, ma sicuro.

Un proverbio sicuramente profondo nel suo significato, ma, perchè c’è un ma, non garantisce un risultato positivo!
Devi risicare per poter rosicare. Ha senso anche detto così?
Vabbè, in ogni caso, se aspiri a qualcosa per te importante, ti devi dare una mossa, tirare fuori le bip e rischiare il tutto per tutto. Sicuramente, potresti beccarti più di una porta in faccia e, alla fine dei conti, riuscire ad ottenere un bel niente.
Sarà questo che ci frena nell’impegnarci al massimo per ottenere ciò che desideriamo?
Beh, sì, almeno per me.
Sarà banale, sarà stupido, ma è così.
Se il proverbio sopra citato garantisse il risultato, non ci sarebbero problemi.
Già sento chi dice che nella vita bisogna rischiare e bla bla bla… bla bla bla… bla bla bla.
Ovvio che nella vita di tutti i giorni si deve risicare. Io lo faccio.
Però, mettimi davanti ai miei sogni, quelli che mi renderebbero felice una volta reallizati e mi manca il fiato, mi manca il coraggio di rischiare al 100 percento.
Io non ho problemi ad ammetterlo. Certamente anelo nell’essere come coloro che sono capaci di mettere in gioco tutto pur di ottenere ciò che vogliono, ma io non ne sono ancora in grado.
Questo non fa certamente di me un pappamole, ma solamente un essere umano.
Eh si, perchè dietro al mio essere spocchioso, altezzoso e pure acidello, c’è una persona che ha le sue insicurezze e le sue fragilità (Non ditelo a nessuno che vi sbrano ndr.)… chi mi conosce veramente lo sa.

Tutti sembrano essere molto sicuri di sé, tranne me. Tutti sembrano essere così ben strutturati, tranne me. Io resto illimitato, resto in un certo senso ambiguo. Non so esattamente dove sono, cosa sono e cosa non sono. Non so come distinguere il mio sé dagli altri. Non so dov’è possibile effettuare la separazione fra ‘io’ e ‘tu’.
Osho

Questo non vuol dire che una persona non sia in grado di mettersi in gioco per i propri sogni, nel mio caso lavorare nel mondo della moda, ma solamente che ha paura di fallire.
Diciamocelo, se sei una persona ambiziosa con un forte obiettivo nella vita, la paura di fallire di attanaglia lo stomaco e ti inibisce la possibilità di dare tutto te stesso in quello che fai. Questa paura non bisogna eliminarla, ma imparare ad affrontarla.
Avere paura è umano. Tutti hanno paura. Quelli che fanno finta di non averne, sono le prime che appena cadono non riescono ad alzarsi.
Oggi tra i giovani è comune questo senso di paura del futuro, paura di fallire e sbagliare, paura di ritrovarsi a 40 anni senza aver concluso nulla nella vita.Mi capita di pensare che le persone attorno a me stiano realizzando i loro sogni, mentre io sono fermo come in un limbo, senza andare nè avanti nè indietro.
Non penso riuscitò ad eliminare mai del tutto questa paura e nemmeno lo voglio. Se non tenessi realmente a qualcosa, questo timore non esisterebbe. Pensateci… perchè avere paura di rischiare per qualcosa che non ci interessa!? Non ce ne sarebbe motivo.
D’altra parte, però, non voglio permettere a ciò di ostacolarmi. So che non rischiare, in futuro significherebbe pentirmi di non averlo fatto.

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Sono una persona che pondera le azioni che fa, non riesce ad essere istintivo del tutto. E sapere quanti treni hanno perso le persone come me? Un sacco, non si contano nemmeno.
E io sicuramente un altro treno non ho intenzione di perderlo.

Vorrei tanto fosse facile dire che il talento basta. Però, non è vero.
Non basta che tu sappia scrivere articoli interessanti, che tu sia un bravo designer, ecc…
Prendete i fashion blogger ad esempio.
Se guardate in rete, vi accorgete che a spopolare sono quelli che si fanno foto dove pubblicizzano capi di abbigliamento di una determinata azienda. Le foto sono un metodo diretto, immediato… sono su Instagram vedo un bell’outifit, metto like, poi se posso e mi va compro quello che ho visto. Marketing. E’ puramente quello. Quella è la parte materialista della moda, quella che a tutti piace, ma ha perso la vera poesia di questo lavoro.
D’altra parte, se c’è qualcuno a cui interessa raccontare anche il dietro le quinte della moda, ovvero storie di persone (stilisti, sarte…), arte, cultura… , e vi garantisco che ce ne sono tanti, il suo lavoro non è altrettanto considerato quanto quello degli altri.
Se questo sia giusto o meno, non sta a me deciderlo, però traggo le mie conclusioni.
Mi rendo conto che se voglio puntare in alto, devo risicare tanto (e più degli altri), risicare bene e solo dopo, nel caso, rosicare, cogliendo i frutti del mio lavoro (scusate il gioco di parole ndr.).

E’ un proverbio, frutto di un gioco di parole, che dice tanto in un’unica frase.
Saper cogliere tale insegnamento sta a noi.
Considerare tutto il contesto, valutare pro e contro, rendendosi conto alla fine, che per ottenere qualcosa, bisogna essere pronti a mettersi completamente in gioco, nel bene e nel male.
Capirete che non possiamo aspettarci di ottenere tanto, facendo il minimo. Non cadrà di certo dal cielo qualcuno che ci dirà ciò che vogliamo sentirci dire.
Vuoi qualcosa? Vai e prendila.
E date che desidero con tutto me stesso fare della moda il mio lavoro, da oggi via le paure, via i dubbi, bisogna iniziare a risicare.
Se poi tra 10 anni non avrò ottenuto nulla, me ne farò una ragione, ma almeno non avrò rimpianti. In caso contrario, magari, chi lo sa, comparirò nella classifica dei blogger/designer più importanti del momento. Magari!

Da oggi investirò su me stesso per il mio futuro.
Aspettatevi nuovi articoli e tante novità per il blog.

Se vi va, fatemi sapere se vi rispecchiate nelle mie sensazioni e raccontatemi la vostra esperienza nei commenti.

Un abbraccio.

 

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